Isole Cook, nell’oceano Pacifico, per vacanze in uno splendido paradiso tropicale in cui la maggior parte del territorio è sommersa.
Isole Cook: un nome che rievoca avventurosi viaggi in terre inesplorate, alla ricerca di nuove colonie e nuovi mercati. Le Isole Cook portano il nome del celebre capitano Cook, che le scoprì durante il suo terzo viaggio dalle isole Tonga a Tahiti, attraccandovi nel 1773 e successivamente nel 1777. Nel 1888 le Isole Cook divennero protettorato britannico, e nel 1901 passarono sotto la Nuova Zelanda, fino al 1965, anno della formale indipendenza (sebbene le Isole Cook continuino a mantenere rapporti con la Nuova Zelanda, sia commerciali che militari).
Le Isole Cook compongono un arcipelago di 15 piccole isole, suddivise in due gruppi: le Isole Cook Settentrionali e le Isole Cook Meridionali. La maggior parte del territorio di questo piccolo Stato insulare è letteralmente sommersa: le isole infatti ricoprono solo 240 km2, mentre la restante parte di territorio marittimo, cioè lo specchio di mare tra un’isola e l’altra compreso nel territorio nazionale, si aggira attorno ai 2 milioni di km2.
Le Isole Cook sono facilmente raggiungibili grazie a 6 piccoli aeroporti e soprattutto ai due grandi porti delle città di Avarua e Avatiu. Il viaggiatore che decide di regalarsi un periodo di meritato riposo alle Isole Cook sa già che passerà una vacanza in un paradiso tropicale (e fiscale), tra sole mare e spiagge incantevoli. Il clima delle Isole Cook è di tipo tropicale, con un monsone caldo per il periodo delle vacanze estive e un monsone umido per i mesi corrispondenti al nostro inverno. Inoltre, per gli amanti dei souvenir, le Isole Cook sono famose in tutto il mondo per la produzione di perle e di prodotti tropicali.